mercoledì 15 febbraio 2012
Bando alle ciance!
Sarebbe bello se, accanto ai tradizionali bandi in cui ci si deve per forza di cose districare tra fantasmagorici labirinti linguistici e segni di punteggiatura che sembrano messi a caso, ma che in realtà assumono un significato preciso e univoco da decifrare senza alcuna ombra di dubbio, per non rendere vano l'intero lavoro di compilazione - ecco, sarebbe bello se accanto a questi poderosi inni alla burocrazia, sulla cui necessità non c'è da avere dubbio ma che rende anche la realizzazione dell'evento più piccolo un processo lungo e a volte frustrante, esistessero dei bandi con un solo, fondamentale requisito: no alle parole inutili. Un bando in cui domina la semplicità. Chi usa meno parole senza pregiudicare la chiarezza del concetto vince. Un bando in cui le parole riassumono il loro vero significato, in un mondo in cui vengono costantemente sbiadite dalla noncuranza con cui vengono usate. Un "bando alle ciance", insomma. Sarebbe rivoluzionario, non trovate?
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