mercoledì 18 febbraio 2009
8 novembre 2008: una serata da ricordare
Finalmente ci siamo. Questa sera presenteremo al mondo la nostra opera. Sono stati mesi impegnativi, il tempo era poco, tante le cose da fare. Abbiamo sudato e imprecato, a volte abbiamo odiato questo documentario. Gli ultimi giorni sono stati molto pesanti, sono spuntati problemi nuovi, e da risolvere in tempi record, ma ce l'abbiamo fatta. Il DVD è pronto, in più copie, perché non si sa mai, qualcosa può sempre andare storto. Meglio avere qualche ruota di scorta.
Alle due del pomeriggio arriviamo al teatro. Fa freddo ma non ce ne accorgiamo, c'è grande eccitazione. Dobbiamo controllare che tutto funzioni: luci, proiettore, audio, microfoni. Banalità, insomma, ma banalità fondamentali per la nostra serata. Facciamo le prove: il DVD parte, ma non si vede nulla. Eppure sembra tutto a posto. Proviamo la messa a fuoco, ma niente, sul telo si scorge a malapena una luce sfocata. Controlliamo bene il proiettore... e togliamo il coperchio dall'obiettivo. Le immagini del nostro documentario compaiono magicamente sul telo, enormi, rispetto al monitor su cui le abbiamo tagliate, incollate, scorse, decine e decine di volte.
Arrivano i musicisti, Davide e Alessandro, e il pomeriggio scorre via in un attimo. Finalmente ci prendiamo una pausa, iniziamo a chiederci quanta gente verrà, se il nostro lavoro piacerà. Siamo abbastanza ottimisti, almeno un centinaio di persone dovremmo riuscire a racimolarlo...
Non sono ancora le nove quando compaiono i primi spettatori, alla spicciolata. Bene, bene, qualcuno allora c'è davvero, ci diciamo. Ma siamo troppo cauti. La gente continua ad arrivare, il flusso, prima scarso e irregolare, è continuo, costante. Prima erano gocce, ora è un fiume. Il teatro si riempie in pochi minuti, iniziamo a raccattare tutte le sedie che troviamo, ma non bastano. Invitiamo i bambini a sedersi per terra, qualcun altro sta in braccio ai genitori. Alle nove e venti non c'è più un buco libero: gente per terra, in piedi, sotto il palco. Oltre ogni aspettativa.
Fantastico! Siamo elettrizzati, e un po' impauriti: speriamo che il nostro lavoro sia all'altezza di questo pubblico maestoso... Le autorità parlano pochi minuti, prima dell'inizio. E finalmente iniziamo.
Tutto liscio come l'olio. La descrizione della serata si potrebbe riassumere così, ma sarebbe troppo poco, davvero troppo poco. È stata una serata trionfale, prefetta, irripetibile. Erano tutti muti, immobili, anche i bambini, quasi non volessero disturbare le voci dei testimoni. Si sono spellati le mani per applaudire Davide e Alessandro, voce e pianoforte, bravissimi ed emozionanti. Hanno pianto e riso, perché il nostro documentario parla di una tragedia, ma anche e soprattutto di gioventù, scapestrata e generosa. Alla fine saliamo tutti sul palco, un signore della protezione civile vuole parlare della sua vita dedicata agli altri, proprio a partire da quel dramma. Un piccolo fuori programma,prima dell'ultima canzone, “La cura” di Battiato. Siamo emozionati e felici, e dopo gli ultimi applausi è un tripudio di strette di mano e congratulazioni, con chiunque incrociamo.
Festeggiamo in un vicino locale, assieme ad alcuni “Angeli” che non hanno voluto mancare. Siamo stanchi, assetati e storditi, come travolti da un'onda anomala. Ma è un'onda buona, che ha spazzato via tensioni e fatiche, lasciando solo una grande gioia e il ricordo di una serata memorabile.
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